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La Bit intervista Di Giandomenico, anche le piccole realtà trovano riscontro con la Borsa Internazionale del Turismo

Chi l’ha detto che le fiere sono solo per i grandi player? Il caso di successo di Termoli dimostra che una partecipazione ben pianificata può portare risultati oltre le aspettative.

Favorita da un’invidiabile posizione “con i piedi in acqua”, a differenza di molte altre località del Basso Adriatico, Termoli ha tutte le carte in regola per essere una perla turistica, con grandi potenzialità.

Una partecipazione ben pianificata a una manifestazione di rilievo realmente internazionale come Bit può essere la soluzione, come ci racconta l’on. Remo Di Giandomenico, Commissario della locale APT: “Abbiamo deciso di tornare a Bit 2019 perché lo scorso anno abbiamo notato un rapporto diretto tra la nostra presenza e un aumentato interesse degli operatori. Questo si è tradotto, nei primi 6 mesi del 2018, in circa 18 mila presenze in più che, per una realtà piccola come la nostra, significano un incremento di circa il 50%”.

Gli ospiti arrivano soprattutto dal Nord Italia – Piemonte, Lombardia e Veneto in testa, ma anche da regioni limitrofe come la Basilicata, e anche dall’estero: dall’Europa, con presenze significative soprattutto dalla Danimarca, dal Nord America (USA e Canada) ma anche dall’Asia, con visitatori perfino dalla Corea.

“Per la nostra presenza a Bit 2019 – aggiunge l’On. Di Giandomenico – punteremo soprattutto sulla valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio, che ruota intorno alla relazione tra mare e collina. Proporremo occasioni di turismo esperienziale, come cicloturismo, escursioni e cammini religiosi, in particolare quello collegato al monastero di Sant’Elia a Pianisi dove ha avuto le prime esperienze mistiche Padre Pio. Presenteremo anche iniziative dedicate al mondo ortodosso e orientale, con il quale Termoli ha un legame storico fin dal 12.mo secolo, e pensiamo di coinvolgere anche alcuni personaggi famosi originari del territorio”.

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