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Tradizioni lontane

Dall’altra sponda dell’Adriatico.

Partiamo da Termoli per iniziare il nostro viaggio tra i paesi di origine albanese. Qui a Campomarino, Portocannone e Ururi, ma anche a Montecilfone, sull’altra sponda del Biferno, possono mandarti al diavolo e senza accorgersene, oppure dire “buongiorno” e farci credere che vogliano prendersi gioco di noi. In questi paesi, infatti si parla ancora l’albanese, e, come la lingua, si conservano intatti il carattere e alcune tradizioni della sponda opposta dell’Adriatico. Queste popolazioni arrivarono nel Molise intorno alla seconda metà del XV sec, guidate da Giorgio Castriota, al quale Ferdinando II d’Aragona aveva concesso territori nel Molise, come compenso per l’aiuto ricevuto contro le truppe dei D’Angiò.

Partiamo da Campomarino con le sue acque limpide, la spiaggia con finissima sabbia, ottime attrezzature alberghiere; Portocannone con la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, voluta dai primi immigrati, ed il palazzo baronale; S. Martino in Pensilis con la parte antica a pianta ellitica e quella più recente a pianta regolare con due larghi stradoni, in uno dei quali ha termine la famosa “carrese”: la corsa dei carri che si svolge il 30 Aprile; Ururi cittadina nota per la “corsa dei carri”, che ha luogo il 3 maggio e per la “miscisca”, l’antico cibo dei pastori. Dopo i paesi albanesi si raggiunge Montorio nei Frentani, alto sul “mare” negli uliveti.

A questo punto possiamo far rientro a Termoli per un po’ di meritato riposo.

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