



Questo itinerario è un vero e proprio invito a "mangiare il territorio", un viaggio metaforico tra le nostre tradizioni culinarie che delizieranno i vostri sensi. Un modo piacevole per conoscerci meglio.
I piatti della nostra cucina sono vari e fantasiosi, a partire da "spuntini" veloci e saporiti, capaci di soddisfare sia le esigenze di chi s'accontenta di un pezzo di pizza bianca farcita di peperoni e salsiccia o di baccalà al sugo o di spezzatino, sia di chi vuole trascorrere qualche ora con gli amici bevendo un bicchiere di vino e gustando i "passatiemp'": taralli, olive, ceci, fave, finocchi e lacci (sedano).
Piatti semplici, legati ai prodotti della terra dei rinomati orti di Campobasso e dintorni. Pietanze della tradizione pastorale, per la cui preparazione si utilizzavano principalmente frattaglie e interiora d'agnello e capretto o ancora semplici piatti a base di latticini freschi. Sono da gustare in qualsiasi momento: al termine di un viaggio o nelle fresche sere estive o anche nelle uggiose giornate autunnali. Sono piatti che riscaldano ed inteneriscono il cuore per la loro semplicità e genuinità, ma che riescono a toccare le punte estreme del gusto. Molti di loro purtroppo possono essere gustati solo nelle famiglie legate alla tradizione. Ma tanti altri ancora oggi ci sono offerti dai ristoranti e dalle osterie che, sul filo della memoria li ripropongono nei loro menù.
Il nostro viaggio nella cucina locale, prosegue con alcuni piatti particolari e rappresentativi. La caponata, ad esempio, coniuga sapientemente gli ingredienti, i sapori ed i colori dell'estate con il tradizionale tarallo, grosso biscotto di grano duro, intriso d'acqua ed aceto: i taralli così bagnati, sono cosparsi di pomodori, sedano, peperoni, alici, uova sode e il tutto viene poi condito con un filo d'olio d'oliva. Gli antipasti sono semplici e stuzzicanti: le insalate di trippa, i "nierv'" e "mussille'", l'"allullera", (trippette d'agnello ripiene di un composto d'interiora, formaggio ed uova, aromatizzato con diavolillo ed erbette campestri), lessate e servite affettate; nel brodo delle trippetti si cuociono i "fischioni", (tubetti di pasta), una bontà da gustare, spolverata di pecorino grattugiato. Le appetitose frittelle, un piatto della vigilia di Natale, ma anche uno dei capisaldi della cucina delle osterie, a base di baccalà già lessato in acqua e sale, sapientemente spellato e ridotto a sfoglie, ricoperto di pastella e fritto insieme ai fiori di zucchine ed alle cimette di cavolfiori. "Capuzzell e patani", un piatto tipico delle cantine, dove le testine d'agnello, contornate di patate e cosparse di mollica di pane raffermo, sbriciolata ed aromatizzata da origano e prezzemolo, "diavolillo" (peperoncino) ed aglio, venivano cotte nel ruoto sulla brace del camino sotto la coppa. E poi il soffritto di vitello o il fegatino d'agnello con tanto sughetto. Da non dimenticare, nel nostro viaggio, i classici torcinelli, confezionati con budelline ed animelle d'agnellini di latte e profumati con rosmarino, origano, prezzemolo e peperoncino.
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